martedì 31 marzo 2015

Testa di Basilea

V secolo a.C, Museo Archeologico di Reggio Calabria
Questa scultura in bronzo di cui ci è pervenuta solo la testa poichè fu distrutta dai romani per recuperare il bronzo era forse collocata nell'Agorà di Reghion, nome greco di Reggio Calabria.
Tra i probabili autori sono stati considerati Fidia e Pitagora reggino.
La figura rappresenta con ogni probabilità un personaggio di spicco del mondo Magno Greco, probabilmente un Tiranno reggino (potrebbe trattarsi di Anassilao il tiranno che portò Reggio al massimo splendore) oppure una divinità.

martedì 24 marzo 2015

Dionisio di Siracusa

342 a.C Corinto
Un uomo è stato appena malmenato in una taverna per aver difeso una prostituta..gettato in mezzo alla strada fu soccorso da un buon uomo che sebbene lo vedesse mal ridotto e vestito di stracci aveva intuito la sua provenienza regale...
Gli chiese chi fosse e da dove venisse...
" mi guadagno da vivere insegnando a leggere e scrivere...ma un tempo fui il signore della più grande e ricca città del mondo "
il buon uomo fece un sorriso credendolo pazzo.." e io sono il gran re di Persia.."
ma lui continuò.. " e mio padre è stato il più grande uomo del nostro tempo "
.." che cosa vai raccontando..piuttosto cos'hai in quella bisaccia.." insistette il soccorritore
"nulla che valga la pena di essere rubato..c'è la sua storia. La Storia di un uomo che divenne padrone di quasi tutta la Sicilia e di gran parte d'Italia, sconfisse i barbari in diverse battaglie, inventò macchine da guerra che non si erano mai viste, deportò intere popolazioni, costruì la più grande fortezza del mondo in soli tre mesi, sposò due donne nello stesso giorno...unico tra i greci"
l'uomo incuriosito.."per gli dei! e chi sarebbe quest'uomo"
lui strinse la sua bisaccia al petto: " Il suo nome era Dionisio, Dionisio di Siracusa. Ma il mondo intero lo chiamò...il Tiranno "
http://www.bookville.it/Libro/Dettaglio?ISBN=9788804546252

lunedì 23 marzo 2015

Euphrónios, Phintías e Euthymídes: nasce la pittura a figure rosse

figura: banchettante. Opera di Eutimede. Tecnica a figure rosse su sfondo nero, Fine VI secolo a.C

Durante la tirannide di Pisistrato in Atene ( 544 - 527 a.C) si producevano ancora i vasi a figure nere (su sfondo rosso).
La pittura a figure rosse si sviluppa quando Atene passa dalla tirannide alla democrazia con Clistene e poi con Pericle.
La scuola Attica era la più importante accanto a quella Corinzia, prodotta a Corinto e Siracusa, e quella Calcidese, prodotta a Reghion (attuale Reggio Calabria).

Atena Lemnia

opera di Fidia, V secolo a.C
L'Atena Lemnia era una delle tre statue dedicate alla dea Atena che si trovavano sull'Acropoli di Atene. Era stata dedicata alla dea dagli ateniesi che avevano colonizzato l'isola di Lemno.
L'originale in bronzo è andato perduto. La statua era a corpo intero e posta su un piedistallo.
Ci è nota tramite alcune repliche di epoca romana come questa conservata a Bologna che ricostruisce solo la testa.
L'Atena Lemnia era considerata l'opera più bella di Fidia secondo alcuni scrittori antichi come Pausania:
«la più notevole delle opere di Fidia è la statua di Atena detta Lemnia, dal nome dei suoi donatori»
fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Athena_Lemnia

giovedì 5 marzo 2015

I Templi di Selinunte

Selinunte è una colonia greca di Sicilia fondata nel 650 a.C dagli abitanti di Megara Iblea, anch'essa colonia greca siciliana. Fu quindi una subcolonia che raggiunse il massimo splendore dopo la battaglia di Himera del 480 a.C. Furono innalzati numerosi Templi (ne aveva ben 7) di cui il Tempio di Hera, rimesso in piedi è ammirabile ancora oggi fuori le mura della città, mentre il Tempio C in fase di restauro svetta sul promontorio dell'Acropoli entro le mura. Degli altri templi rimangono solo rovine.
Selinunte fu distrutta dai cartaginesi nel 409 a.C. e abbandonata definitivamente in epoca romana.
Il nuovo centro fu spostato a Castelvetrano.
I reperti provenienti da Selinunte sono conservati al Museo Acheologico di Palermo e al Museo di Castelvetrano. Il Parco archeologico è aperto tutto l'anno.

giovedì 19 febbraio 2015

Il Nettuno di Firenze

Il Nettuno di Ammannati

XVI secolo, Firenze, Piazza della Signoria

La Fontana di Nettuno a Firenze fu voluta da Cosimo I De Medici e fu la prima fontana pubblica della città.
Il Concorso fu indetto nel 1559.
Oltre all'Ammannati parteciparono altri famosi scultori come Giambologna, Baccio Bandinelli, Benvenuto Cellini e altri.

Altrettanto bello fu il modello di Giambologna che Cosimo De Medici acquistò lo stesso dall'artista ma per la fontana venne scelto il modello di Bartolomeo Ammannati.

Sono passati quasi 500 anni e la Fontana domina ancora la stupenda Piazza della Signoria.


giovedì 9 ottobre 2014

La morte di Agamennone

dipinto di Pierre Guèrin

Il re leggendario di Micene e Argo, Agamennone, comandante della spedizione achea a Troia venne assassinato al suo rientro in patria dalla moglie Clitemnestra e dall'amante Egisto.
L'erede al trono, il piccolo Oreste, fu messo in salvo dalla sorella Elettra che lo portò fuori le mura della città.
Oreste fu affidato allo zio Strofio, re della Focide. Quando diventerà adulto tornerà ad Argo per vendicare il padre dando origine a quel Capolavoro che è l'Orestea, il dramma di Eschilo.

martedì 22 luglio 2014

Forte Eurialo (Siracusa)

Il forte Eurialo di Siracusa è la più grande fortezza di epoca greca che si conosca oggi. Risale al V-IV secolo a.C e fu fatto costruire dal tiranno Dionisio il vecchio. Ai lavori presero parte 60.000 uomini e 6.000 buoi e Dionisio controllava personalmente l'avanzamento dei lavori. Il forte è stato costruito con lo scopo di controllare eventuali attacchi da parte dei cartaginesi da un lato, e da parte delle città calcidesi, Leontini e Katane, verso Nord. Fu inoltre teatro della battaglia tra siracusani e ateniesi nel 415 a.C. Gli ateniesi cercarono di conquistare forte Eurialo ma furono respinti e poi la loro flotta annientata dal generale Ermocrate. Nel 212 a.C forte Eurialo fu l'ultimo baluardo della resistenza dei greci di Siracusa. I romani dopo un lungo assedio conquistarono la città e la distrussero. Il forte fu utilizzato fino all'età bizantina.

mercoledì 9 luglio 2014

Il Nettuno di Virginia Beach

Nella località di Virginia Beach i cittadini, con una raccolta fondi, hanno fatto realizzare all'artista Paul
DiPasquale una colossale statua del dio del mare Nettuno. Qui, infatti, ogni settembre si svolge il Festival di Nettuno che attrae migliaia di turisti. La popolazione è orgogliosa di avere un simbolo così importante visibile da tutta la città.

giovedì 3 luglio 2014

Le 12 Fatiche di Eracle: 12. Catturare Cerbero, il cane di Ade


dipinto di Paolo Pagani

L'ultima fatica di Eracle, richiesta da Euristeo, fu quella di dover scendere negli Inferi governati dal fratello di Zeus, Ade, e catturare Cerbero, il cane guardiano a tre teste. Eracle non si azzardò di tentare l'impresa senza chiedere il permesso ad Ade. Ade, sapute le motivazioni dell'eroe, gli consente di tentare di catturalo ma solo se avesse combattuto senza utilizzare armi ma solo con le nude mani. Eracle accettò  e dopo una lotta estenuante riuscì a catturare l'animale. Lo portò quindi a Micene, come richiesto da Euristeo, per dimostrare di aver superato la prova e successivamente lo riportò da Ade.

lunedì 23 giugno 2014

Le 12 Fatiche di Eracle: 11. rubare i pomi d'oro del giardino delle Esperidi

Euristeo chiese a Eracle, come undicesima fatica, di rubare alcuni pomi d'oro dal giardino delle Esperidi, le figlie di Atlante. Atlante era un titano che era stato condannato da Zeus a reggere la volta celeste dopo la sconfitta dei titani. Eracle si offrì di reggere la volta al suo posto a patto che gli avesse procurato i pomi d'oro. Atlante accettò ma, ottenuti i pomi, disse a Eracle di non voler più reggere la volta. Eracle, gli disse allora di aiutarlo a sistemarsi meglio perchè avrebbe dovuto reggere la volta per l'eternità. Atlante, ingenuo, lo aiutò e Eracle lasciò nuovamente la volta sulle sue spalle. Portò i pomi a Euristeo, superando la prova.

sabato 21 giugno 2014

La nascita di Edipo, futuro re di Tebe

scultura di Antoine Chaudet

Laio e Giocasta, sovrani di Tebe, non avevano un erede. Il re era disperato perchè avanti con gli anni. Consultò l'Oracolo di Delphi che gli rivelò che la sua sventura era in realtà la sua fortuna perchè il suo primogenito lo avrebbe ucciso e avrebbe sposato sua moglie Giocasta. Quando la moglie rimase incinta, Laio attese i nove mesi e appena il bimbo venne alla luce lo strappò alla nutrice e lo fece appendere ad un albero per le caviglie (Edipo vuol dire caviglie gonfie). Il piccolo venne trovato da un pastore che lo curò e lo nutrì. Lo portò poi dal re di Corinto, Polibo, che lo accolse e lo affidò alla moglie Peribea. Quando Edipo crebbe volle sapere la verità sulla sua nascita e qui inizia tutta un'altra storia...

giovedì 19 giugno 2014

Le 12 Fatiche di Eracle: 10. I buoi di Gerione

Gerione era una creatura mitologica con tre teste e il corpo di drago che secondo gli antichi greci governava sulla mitica Tartesso. Gerione possedeva una mandria di bellissimi buoi che tutti gli invidiavano, compreso Euristeo che chiese a Eracle, come decima fatica, di rubargliene un po. Eracle affrontò e uccise il terribile mostro e si avviò verso Argo con  la mandria di buoi. Durante il viaggio fu attaccato da Caco, figlio di Efesto, che rubò parte dei buoi e se li portò nella sua grotta che si trovava in un luogo inaccessibile
. Tuttavia una delle bestie rispose al richiamo di Eracle che le stava cercando, così che l'eroe trovò la grotta, uccise il povero Caco e si riprese i buoi.

mercoledì 18 giugno 2014

Le 12 Fatiche di Eracle: 9. Ippolita la regina delle Amazzoni


scultura di Vincenzo De Rossi

Come nona fatica Euristeo chiese ad Eracle di rubare il cinturone ad Ippolita, regina delle Amazzoni, che aveva il potere di rendere quasi invincibile chi lo indossava. Euristeo era bramoso di possederlo. Eracle affrontò il duello con Ippolita e riuscì a soffiargli via il cinturone durante il combattimento. Lo portò ad Euristeo superando così la nona prova.

giovedì 12 giugno 2014

La tomba di Atreo

La tomba di Atreo, nota anche come tomba di Agamennone, è una sepoltura maestosa attribuita al re di Micene Agamennone o a suo padre Atreo. Fu scoperta da Heinrich Schliemann nei pressi della rocca di Micene. L'appassionato archeologo seguì il testo di Pausania, Viaggio in Grecia, in cui venivano descritte le rovine di Micene. All'interno della tomba fu trovato il Tesore di Atreo. Una grande quantità di oggetti in oro e vasellame. Tra questi oggetti celebre è la maschera funebre in oro che copriva il volto del defunto e per questo detta Maschera di Agamennone. In realtà on c'è certezza che la tomba sia stata proprio quella del gran re di Micene, comandante della spedizione greca contro Troia, tuttavia le probabilità restano alte. Forse un giorno nuove scoperte archeologiche risolveranno il mistero.